
Ciò che non ci piace dei soldi- l'editoriale

Come ormai saprete, un consorzio guidato da Lawrence Stroll, papà di
Lance Stroll, attuale pilota della Williams, ha acquistato il team Force
India. Questa voce era già nell'aria da tempo, e ormai sembrava già
tutto fatto. Da quando il team indiano è stato messo sotto
amministrazione controllata, la voce si era fatta insistente. Ed ecco
che alcuni giorni fa, la famiglia Stroll assume il controllo del team.
Cosa può succedere? Ora, dopo la fallimentare annata del team Williams, e
i risultati quasi nulli di questa macchina e del figlio Lance, il padre
potrebbe portare il figlio in Force India, garantendogli così maggior
stabilità e maggiori risultati.
Cosa non ci piace? Il fatto che, ormai, basta avere i soldi per potersi
comprare qualunque cosa, come ad esempio un posto in formula uno, ne è
l'esempio proprio Stroll. In passato ci sono stati altri episodi, come
quello di Niki Lauda, ma con l'unica differenza è quella che Lauda aveva
dimostrato di essere un grandissimo pilota. Ci sono anche altri piloti,
tuttora in griglia, (parliamo
di Ericsson e di Sirotkin) che sono lì perché garantiscono al team svariati
sponsor e quindi maggiori entrate non garantendo risultati perché magari
il loro talento non è troppo elevato, ma non è la stessa cosa di Lance.
La Formula uno, per noi, dovrebbe rappresentare la massima espressione del talento,
sia alla guida sia nella progettazione della macchina e tutto il resto,
mentre con questi episodi ci accorgiamo che non è affatto così.
È ridicolo che non riuscendo a emergere il figlio con una macchina così
come quella della Williams, il padre di Lance compri un team intero solo
per garantire al figlio un posto migliore.
Ovviamente non è ancora deciso niente, ma è ovvio che col padre a capo
di Force India, il maggior indicato per un posto nella macchina 2019 sia
proprio Lance Stroll.
Vedremo cosa ci riserverà il futuro.
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